Descrizione
Origini delle "macchine ad acqua" in Val di Bresimo
Le cosiddette "macchine ad acqua, quali molini, segherie e fucine, hanno rappresentato per decenni un ruolo importante per l’economia produttiva, assieme all’agricoltura, della Val di Bresimo. Lungo il torrente Barnés erano stati costruiti diversi opifici in particolare nel ‘800 si contavano 5-6 segherie, oltre ad alcuni molini e fucine.
Nella memoria di molti residenti e' ancora presente l'epoca in cui queste “macchine” funzionavano e svolgevano un ruolo importante per la popolazione della valle.
L'avvento dell'energia elettrica, partendo dai primi decenni del ‘900 ha purtroppo segnato la fine delle macchine ad acqua, consentendo così lo spostamento di questi opifici nei centri abitati e lungo le strade quindi in posizioni più comode ed accessibili che non lungo i torrenti.
Molte delle strutture col tempo andarono in rovina, ma tra i molti opifici esistenti, sono ancora visibili e visitabili una segheria veneziana e un molino che si trovano in località Bagni di Bresimo.
La segheria veneziana
Non c’è data certa della sua costruzione, si presume nel ‘800. E’ certo invece, che fu la prima ad essere costruita in valle; ciò si evince dal tipo di struttura in legno(travi, tavolato, sostegni…ecc), interamente tagliata a mano a differenza delle segherie successivamente costruite con legno tagliato in segheria.
La segheria, mantiene ancora intatte le parti motorie originali ed è costituita da un’unica struttura(parte in muratura e parte in legno) lunga circa 30 mt.(compresa la parte di abitazione riservata al segantino).
E’ di proprietà comunale e ha funzionato fino agli anni ottanta del secolo scorso, producendo assi o tavole per il fabbisogno del paese.
Negli anni ’90 dello stesso secolo è stata restaurata minuziosamente e rimessa in funzione, rifacendo tra l’altro tutte le parti deteriorate in legno ed in particolare la roggia (condotta) sopraelevata di cui si può seguire l’intero percorso, dalla presa d’acqua lungo il torrente fino alla ruota idraulica.
Tuttora è aperta e visitabile ed è usufruita per visite guidate per gruppi di turisti e scolaresche.
Il molino
Il molino, fra le tante macchine mosse ad acqua e forse la più complessa ed antica associata ad un’arte, quella della macinatura, la cui pratica si perde nella notte dei secoli.
I molini come quello di Bresimo, così come lo vediamo oggi, sono già stati descritti da Vitruvio, quindi risalgono senz’altro all’epoca romana e per la presenza della ruota verticale, mossa dall’acqua, viene detto appunto a meccanismo “vetruviano”.
Nella Valle di Bresimo la prima testimonianza scritta della presenza dei mulini risale al 1492 anche se probabilmente a quella data esistevano già da molto tempo.
Il molino di Bresimo situato in localita Bagni, risale ai primi anni dell'Ottocento.
La mancanza di documenti antecedenti tale data ci impedisce di valutare con certezza la sua esistenza in epoca precedente, ma la tipologia degli ingranaggi, caratterizzata da molti particolari in legno peraltro non riscontrabili in edifici simili, fa pensare sicuramente alla sua esistenza già in epoca settecentesca.
E’ di proprietà del Comune, che lo ha acquistato dalla famiglia Daprai, di cui il nome con cui è conosciuto comunemente il molino. E’ stato ristrutturato negli anni 2000 ripristinando tra l’altro i meccanismi di macinatura; utilizzato fino agli anni ’50 del secolo scorso e attualmente usufruito per visite guidate per gruppi di turisti e scolaresche.
Luoghi di interesse da visitare: